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Una nuova casa sull’albero per piccoli scienziati

Riassunto per i pigrissimi: Il Piacere di Scoprire troverà nuova sede per il 2018/2019, organizzerà cicli di laboratori scientifici per bambini un pomeriggio a settimana. Desideriamo tornare a esplorare la natura per il gusto di scoprire cose nuove e divertirci. Ci vediamo il 14 Ottobre alle 15.30 vicino a Castelletto con un incontro conoscitivo per adulti e un laboratorio gratuito per bambini (età indicativa 7-10). Se proprio non puoi leggere il resto, salta alla sezione “Lista delle cose da fare”.

Uno spazio di libera esplorazione

Viviamo in un mondo di risultati e di aspettative. Un mondo in cui le cose si fanno per un fine, e la metrica di giudizio è il successo. Un mondo in cui si fanno i compiti per essere pronti alla verifica in classe, in cui si studia per passare gli esami, in cui si fanno esperienze extra per arricchire il curriculum in vista del lavoro… Sempre più spesso tendiamo a fare qualcosa con la chiara prospettiva del a cosa questo serva nella nostra vita. Ma non è forse più importante il cammino della meta? Il viaggio, della destinazione?

Per questo noi vorremmo proporre una prospettiva diversa. Vorremmo davvero tornare a fare le cose perché ci fa piacere farle, e perché stimolano il nostro interesse e sviluppo. Desideriamo creare uno spazio di esplorazione: un luogo in cui il motore sia il piacere di scoprire cose nuove.

Vorremmo promuovere una conoscenza disinteressata, perché è la più potente di tutte. Le cose che impariamo per noi stessi le potremo mettere a frutto in qualunque circostanza della nostra vita: una verifica, un esame, un lavoro. Ma soprattutto, ci renderà la vita più luminosa! C’è così tanto da scoprire che vale la pena esplorare! Siamo spesso trattenuti dalla paura che il nostro bambino non trovi il suo posto nel mondo. Tuttavia, non dobbiamo lasciare che questo gli impedisca di trovare, appunto, il suo posto, e non un posto qualunque. Se vuole mollare l’università e seguire un corso di calligrafia incoraggiatelo: è quello che ha fatto Steve Jobs, e nessuno lo classifica come un fallito. Come ci insegna Maria Montessori, ogni attività che non sia chiaramente dannosa per il bambino è funzionale al suo sviluppo.

In questo consiste quindi il nostro progetto: creare uno spazio di crescita ed esplorazione disinteressata per bambini e ragazzi a Genova, che spalanchi davanti a loro le porte del futuro e lo renda più felice.

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Costruire una macchina fotografica

Scopriamo come costruire una macchina fotografica fatta in casa, per scattare foto con un oggetto creato da noi. Materiali di recupero ci permetteranno di immortalare i momenti più belli!

Come costruire una macchina fotografica fai-da-te

costruire una Macchina fotograficaBastano dei semplici materiali e un po’ di ingegno per costruire una macchina fotografica!

Non sarà una macchina fotografica digitale di ultima generazione, ma – ancora meglio! – un’occasione per riscoprire le macchine a pellicola, quelle di primissima generazione: le macchine fotografiche a foro stenopeico. I bimbi non sanno che fino a pochi anni fa le fotografie non erano registrate su uno schermo luminoso – e facciamoglielo fare, questo salto nel passato! Costruire una macchina fotografica sarà l’occasione per scoprirne il funzionamento!

Cosa serve

  • una scatola di merendine, come quella degli oro ciok
  • un cutter
  • un rullino
  • scotch (da pacchi oppure americano)
  • scotch biadesivo
  • attack
  • una lattina
  • uno spillo
  • una molletta
  • una riga

Preparare il corpo della macchina fotografica

costruire una macchina fotografica

Il primo passo per costruire una macchina fotografica è prendere la scatola e aprirla ai lati. In altre parole, quello che ci serve della scatola è il suo cartoncino e le sue pieghe, ma non la sua struttura.

Dobbiamo poi prendere le misure affinché la scatola abbia la dimensione necessaria per diventare una macchina fotografica: useremo il rullino per prendere la misura.

Prendiamo allora il rullino e posiamolo sul lato lungo della scatola, facendone coincidere la base con lo spigolo. Con un pennarello segniamo l’altezza del rullino e tiriamo una riga fino all’altro lato della scatola. È importante fare attenzione a prendere la misura sotto il piccolo cilindro sporgente in cima: consideriamo solo il corpo principale del rullino. Ripetiamo poi il procedimento uguale sull’altra faccia della scatola.

Tagliamo ora seguendo una delle due righe, così che la scatola si possa aprire completamente. Sull’altra linea facciamo una piega, in modo che la scatola assuma la forma di un parallelepipedo (una faccia sarà molto più grande delle altre, è normale!). Fermiamoci a controllare che l’altezza coincida proprio con quella del rullino: deve starci giusto giusto, e il perno alto deve sporgere fuori (faremo un apposito buco più avanti).

Facciamo poi finta di chiudere la scatola e tagliamo via la parte in eccesso. Non buttiamola, perchè la useremo per costruire il materiale rimanente. A questo punto, dovremmo aver ottenuto un bel parallelepipedo! Assicuriamoci che, quando chiudiamo la scatola, gli angoli combacino bene fra loro. Meglio avere un po’ di cartoncino in più che non in meno!

Durante tutto il procedimento, teniamo conto che è fondamentale, quando la macchina sarà conclusa, che all’interno della scatola non filtri assolutamente la luce! Anche un solo un piccolo spiraglio renderà le foto completamente bianche!

Costruire l’interno della macchina fotografica

Ora costruiremo l’interno della macchina fotografica. In particolare, ora è il turno della componente che terrà in posizione il rullino e la pellicola su cui fare le foto.

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Dividere per zero: perché non si può fare?

Perché non si può dividere per zero? Cosa ha di così speciale questo numero per rendere la divisione impossibile?

dividere per zero calcolatriceAvete mai provato a dividere un numero per zero con la calcolatrice? Se provate, scoprirete che anche la calcolatrice si rifiuta di farlo! E, in effetti, a scuola ci hanno sempre detto che non si può fare: non si può dividere per zero.

Ma in matematica tutte le cose hanno una ragione, e la divisione per zero non fa eccezione. Cerchiamo di scoprire perché non si possa dividere per zero, con una spiegazione che anche i bimbi possono capire!

Perché non si può dividere per zero

Tutte le volte che in matematica si dà una risposta a un problema, è importante che tale risposta sia sensata. Non giusta, ma sensata! Dare una risposta sensata, in effetti, è fin più importante della sua esattezza… Nel caso della divisione per zero, il problema è che non è possibile trovare una risposta sensata. Per scoprire perché, facciamo un piccolo viaggio tra i numeri!

Per cominciare, proviamo a vedere cosa succede a dividere il numero dieci per dei numeri che diventano via via più piccoli.

Dividendo Divisore Risultato
10 \div 5 2
10 \div 3 3.33
10 \div 2 5
10 \div 1 10
10 \div 0.5 20
10 \div 0.25 40
10 \div 0.10 100
10 \div 0.05 200
10 \div 0.01 1000
10 \div 0.001 10000

Fermiamoci a osservare questi numeri: più il numero per cui dividiamo diventa piccolo, più il risultato diventa grande! E allora, cosa succederebbe se dividessimo proprio per zero? Sembra, fin qui che verrebbe infinito! Infinito non è un numero come tutti gli altri, ma è pur sempre una risposta… ed è sensata! Ma perché allora non va bene?

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Acqua misteriosamente sospesa nel vuoto..?

Sembra quasi magia, mettere a testa in giù un barattolo pieno d’acqua senza far uscire nemmeno una goccia! In qualche modo, l’acqua rimane sospesa nel vuoto!

Rovesciare un bicchiere d’acqua senza che esca

Tensione superficiale - Acqua sospesa nel vuoto

Questo piccolo esperimento di tensione superficiale permette di rovesciare un bicchiere pieno d’acqua senza che il liquido esca dal contenitore. Si tratta di un’attività di grande effetto sui bambini, che sconvolge tutta la loro esperienza pregressa del mondo.

Materiali necessari

  • Un barattolo o un bicchiere
  • Un paio di elastici
  • Un pezzetto di zanzariera
  • Una custodia per CD/DVD, o una cartolina rigida plastificata.

Come fare

acqua sospesa nel vuotoPer prima cosa, è necessario assicurare la zanzariera alla sommità del barattolo. È importante che la zanzariera sia ben tesa. Con gli elastici, fissiamo la zanzariera alla circonferenza del barattolo, proprio sulla filettatura del tappo. Solitamente un solo elastico è insufficiente, perché la zanzariera dovrà tenere un po’ di peso e rischia di saltare via se non ci sono almeno due o tre elastici a tenerla in posizione.

A questo punto abbiamo costruito la gabbia per l’acqua. È arrivato il momento di riempirla d’acqua! Immettiamo allora acqua nel barattolo per circa due terzi, anche attraverso la zanzariera.

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Pane, burro e marmellata per introdurre i bambini alla programmazione

Come introdurre i bambini alla programmazione in modo giocoso? Ma con pane, burro e marmellata, ovviamente! Preparatevi a tanto disordine, ma anche a tanto divertimento!

Introdurre i bambini alla programmazione: attività ludica

introduzione programmazione bambini attivitàIl primo approccio con una disciplina nuova, specialmente da piccoli, deve sempre essere divertente. Ci sono delle ottime piattaforme per coinvolgere un bimbo nella programmazione, ma come fare per introdurre l’argomento la prima volta, specialmente con bimbi piccoli? Come spiegare loro che cos’è un programma per computer?

Soprattutto, come fare a trasmettere ai bambini la necessità di fornire al computer istruzioni precise, in un ordine particolare, senza dare nulla per scontato? Un modo fantastico è quello di usare il pane, il burro e la marmellata. Vediamo come trasformare questi banali materiali in un gioco di programmazione – che culminerà in una merenda finale!

Preparare l’ambiente

Preparate un tavolo, su cui disporre il pane, il burro e la marmellata. Saranno necessari anche dei coltelli/cucchiai, per prendere e spalmare burro e marmellata. Abbiate cura di lasciare ancora tutto confezionato: per esempio, non aprite i barattoli e le confezioni.

Un adulto siede da una parte del tavolo, i bambini stanno dall’altra parte. La struttura del gioco e le relative regole sono le seguenti:

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Risorse di coding e programmazione per bambini

In questa pagina proponiamo alcune risorse di valore nell’ambito della programmazione per bambini. Tutte le piattaforme elencate in questo articolo sono fruibili in italiano, di modo che i bimbi non debbano essere assistiti da un adulto.

Perché la programmazione per bambini è importante

La programmazione, altresì nota come coding dall’inglese, è un’attività che richiede logica e attenzione. Nelle modalità giuste, essa dovrebbe essere parte dei curriculum di matematica delle scuole elementari e medie.

Imparare a programmare non è utile solo da un punto di vista lavorativo, ma lo è anche (soprattutto) da un punto di vista cognitivo. La programmazione insegna ai bambini ad analizzare le proprie idee e capirle a fondo. Per spiegare a un computer a svolgere un compito, è necessario averlo capito a fondo.

Ad esempio, scrivere un programma per trovi i divisori di un numero è un compito tutt’altro che immediato per un ragazzino, ma vale più di mille esercizi in cui gli sia richiesto di trovare i divisori di un certo numero. Per scrivere il programma, è necessario aver capito sul serio come trovare i divisori di un numero. Nel momento in cui un bimbo è in grado di scrivere un programma che trova i divisori, non avrà più bisogno di fare alcun esercizio: si ricorderà per sempre come si fa!

Risorse di programmazione per bambini

Il primo approccio alla programmazione per bambini deve essere giocoso. Non si può pretendere che, fin da subito, i bimbi scrivano del codice. Per questo, sono disponibili diverse piattaforme gratuite che forniscono un approccio visuale accattivante. Le risorse proposte sono indicate per bambini dal triennio elementare in su, e perfette per l’inizio delle scuole medie.

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Corrente ed elettricità: spiegazione intuitiva

L’elettricità è alla base della nostra vita, ma che cos’è, e come funziona? Cosa vogliono dire parole come “tensione” e “corrente”? Cosa significa avere “la due-e-venti” in casa? Scopriamolo facendo affidamento a fenomeni quotidiani che tutti conosciamo.

La corrente elettrica: spiegazione intuitiva

Corrente ed elettricità - Introduzione informalePer dare una spiegazione intuitiva di cosa sia e come funzioni la corrente elettrica, è utile pensare all’acqua. Infatti, la corrente che scorre nei fili elettrici è del tutto simile a un flusso d’acqua. La differenza sostanziale è che, mentre per l’acqua sono le molecole (di acqua) a scorrere nei tubi, nei fili della corrente scorrono dei piccoli oggetti chiamati elettroni.

Possiamo pensare agli elettroni come a delle palline, non poi così diverse dalla palline che costituiscono l’acqua. E così come l’acqua è in grado di azionare dei mulini ad acqua, anche gli elettroni possono azionare degli oggetti simili, delle sorte di mulini a elettroni. Questi mulini, azionati dagli elettroni, possono produrre luce, rumori, suoni o movimento! Tutti i vostri elettrodomestici contengono un grande numero di componenti elettriche, che altro che non sono che mulini a elettroni.

Dunque: la corrente è costituita da elettroni che scorrono in un filo e possono azionare delle componenti elettriche, che possiamo immaginare come piccoli mulini.

Rendiamo ora più specifica l’analogia con l’acqua, e pensiamo a una cascata artificiale. In una cascata, l’acqua è spinta verso l’alto da una pompa. Dal punto più alto, cade al punto più basso, ove si raccoglie, pronta per essere nuovamente spinta su e ricominciare il ciclo.

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Prendere la scossa: cos’è che uccide?

Che dire del “prendere la scossa”? Ci si fa male quando la tensione è alta o quando l’intensità di corrente è alta? Sono i Volt, o gli Ampere a uccidere?

Cosa fa male del prendere la scossa

Abbiamo esplorato ampiamente la corrente e i circuiti nella pagina Corrente e elettricità: spiegazione intuitiva. Lì abbiamo scoperto che cosa sono i Volt e gli Ampere, cosa è la tensione e l’intensità di corrente.

Prendere la scossa: cos'è che uccide

Sorge allora la domanda: quando si prende la scossa, sono i Volt o gli Ampere a fare del male?

In effetti, sono entrambe le cose. Al flusso di elettroni serve abbastanza impeto per superare il confine del nostro corpo (cioè oltrepassare la pelle) e, allo stesso tempo, serve un certo numero di elettroni affinché sia dannoso.

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La scommessa impossibile!

Scommettiamo che questa scommessa proprio non la vincerete? Quante monete da un centesimo si possono mettere in un bicchiere pieno fino all’orlo?

Una scommessa che proprio non puoi vincere

Molecola d'acquaProponete ai bimbi una scommessa: se riempiamo un bicchiere d’acqua fino all’orlo, quante monete da un centesimo riusciremo a farci stare, prima che l’acqua trabocchi? Prima di fare l’esperimento, è importante che i bimbi facciano le loro ipotesi, così possano provare a mettere in atto il metodo scientifico: ipotesi – esperimento – verifica.

Materiali necessari

  • Un bicchiere
  • Delle monete da un centesimo (tante)

Per l’esperimento bonus, serviranno anche:

  • Cotton-fioc
  • Detersivo da cucina

Cosa fare

Per prima cosa, disponiamo uno straccio sotto il bicchiere, perché di certo sporcheremo. Poi riempiamo il bicchiere con l’acqua. All’inizio si può essere grossolani, ma quando il bicchiere è quasi pieno bisogna rallentare e stare attenti ad aggiungere acqua poco per volta. Lo scopo è arrivare ad avere il bicchiere pieno fino all’orlo. Per questo, è necessario avere un appoggio solido e dritto.

Quando il bicchiere è davvero pieno, vedrete una piccola cupola che si forma oltre l’orlo.

La scommessa impossibile

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